Lo sbocco di questa crisi sarà quello catastrofico che ebbe quella del 29? c’è da temerlo, se la politica delle istituzioni politiche e sociali continuerà ad essere sorda e cieca. Continuando così, Cassandra avrà ragione ancora una volta. Interviste di Anna Maria Merlo e Roberto Ciccarelli.
La crisi dell’Europa non è economica. È politica
Jean-Paul Fitoussi, economista keynesiano, professore all’Institut d’études politiques di Parigi, dall’89 al 2010 presidente dell’Ofce (Osservatorio francese delle congiunture economiche), è pessimista per l’Europa nel 2013. «Sono pessimista perché cerchiamo di risolvere un problema economico, mentre siamo di fronte a un problema politico – spiega – è come se volessimo cambiare la gomma di una macchina che non è sgonfia mentre ne sgonfiamo un’altra senza poi volerla cambiare. E’ la ruota politica che non funziona e il motore non parte perché questa gomma è sgonfia».
«Il reddito di cittadinanza è un diritto universale»
«In Europa – sostiene Stefano Rodotà, uno dei giuristi italiani che hanno partecipato alla scrittura della Carta di Nizza e autore del recentissimo Il diritto di avere diritti – siamo di fronte ad un mutamento strutturale che spinge qualcuno ad adoperarsi per azzerare completamente i diritti sociali, espellere progressivamente i cittadini dalla cittadinanza e far ritornare il lavoro addirittura a prima di Locke. Per accedere ai beni fondamentali della vita come l’istruzione o la salute, dobbiamo passare per il mercato e acquistare servizi o prestazioni. Il reddito universale di cittadinanza è il tentativo di reagire al ritorno a questa idea di cittadinanza censitaria».
le interviste complete su Eddyburg: Fitussi e Rodotà. La crisi dell’Europa e il reddito di cittadinanza.
Politica o economica che sia non si vedono azioni per un’intesa comune che sia utile per risolvere questa crisi. Crisi di valori etici innanzi tutto.
di Rodotà sto leggendo “Il diritto di avere diritti”, un bel libro pieno di spunti interessanti, te lo consiglio…
Buona domenica
concordo con trame, l’aspetto etico incide moltissimo sull’attuale clima. senza coltivare fiducia nei benefici (per sè e per gli altri) di determinati valori è arduo avere energia sufficiente a concretizzare soluzioni – economiche o politiche – socialmente utili. se non si è capaci di discernere il bene dal male nelle piccole cose come riuscirci nelle grandi?
Come posso non essere d’accordo con voi, alla base di questa enorme crisi c’è una crisi di valori e se mi debbo rifare alla sola campagna elettorale nostrana non vedo vie di uscita… purtroppo!
la via d’uscita è nelle piccole azioni quotidiane, almeno questo è possibile. se poi si sommano e si sommano a qualcosa arriveremo
sono totalmente d’accordo con te, infatti è quello che cerco di fare nel mio piccolo tutti i giorni