M. Gramellini – Uguale per tutti

Sono giorni di vacanza e di incubi. Gli spettatori in cura disintossicante accendono il televisore alle ore più strane per scongiurare le visite del noto imbonitore. Invano. Ieri è spuntato a Unomattina nel mezzo della colazione, ma ormai potrebbe irrompere ovunque, persino nei cartoni animati: si teme per la tenuta nervosa di Paperino. Anche lui, comunque, ha i suoi begli incubi. Non passa giorno senza che qualche alpinista della Bocconi salga in politica e senza che i comunisti di ogni risma e colore gli gettino addosso la candidatura di un magistrato. Da Ingroia al procuratore antimafia Piero Grasso. Nei pisolini che schiaccia durante i trasferimenti da uno studio tv all’altro, se li immaginerà già assiepati nell’aula di Montecitorio. Centinaia di indici accusatori puntati contro di lui: dove e con chi si trovava, la notte del…?

I magistrati in Parlamento non mi scandalizzano. Mi scandalizzano di più i condannati. Solo in Italia c’è bisogno di una legge per vietare ai birboni di candidarsi: altrove non troverebbero elettori disposti a votarli. Semmai il problema del magistrato è quello del buon ginnasta: l’atterraggio al termine dell’esercizio. Finita l’esperienza politica è lecito che riprenda a giudicare? Un avvocato è di parte per antonomasia. Il magistrato no. Dopo avere militato in uno schieramento parlamentare non può tornare al suo mestiere precedente come un professionista o un imprenditore. Bene ha fatto Grasso a non chiedere l’aspettativa, ma il pensionamento anticipato. Un gesto che suona quasi come denuncia silenziosa di coloro che non lo hanno compiuto.

La Stampa – Uguale per tutti.

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5 pensieri su “M. Gramellini – Uguale per tutti

  1. ovviamente anche in questi casi occorre del buonsenso, è orripilante pensare che dopo l’attività politica un magistrato possa ritornare a fare il suo mestiere… Ma l’Italia è così tutto si può fare, tutto va bene, ed un atto dovuto (quello di Grasso) ci appare come una grande azione! …siamo così…

  2. “Bene ha fatto Grasso a non chiedere l’aspettativa, ma il pensionamento anticipato. Un gesto che suona quasi come denuncia silenziosa di coloro che non lo hanno compiuto.”
    Attenzione ai dettagli: Grasso, classe 1945 – Ingroia classe 1959.

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